…Ku sugnu ?

La fotografia per capire meglio chi siamo, sottotitolo scritto quasi dieci anni fa per la realizzazione di questa home. Capisco il mio tentativo di rendervi partecipi  di una più ampia coscienza del mezzo fotografico, ma adesso scriverei che:

La fotografia esprime i tanti modi nei quali possiamo essere un ipotetico dialogo  potrebbe andare così :

-Joe: Chi sei?

-Nan: Quando?

-Joe: Ora!

-Nan: Non posso risponderti, è già passato quel momento

-Joe: Allora chi sei stato, chi sei, chi sarai?

-Nan: Sono stato Lui, sono Io, sarò Noi (vedi foto in basso)

pare incredibile ma la fotografia, proprio perchè ferma il tempo in un istante, sottende una dilatazione temporale, mantiene una immagine latente immaginaria nel tempo, avete presente la polaroid di famiglia che Marty Mcfly controlla per verificare la propria esistenza in Ritorno al Futuro (1985).

Ho sostituito la consueta autobiografia di presentazione, che pretende di esaurirsi in certezze storiche, con questa foto resa emblematica da disegni che trasformano la persona in un essere a divenire, per  introdurre l’idea che la fotografia possa essere strumento di analisi a cominciare da se stessi. Con tono ludico,  attraverso  la manipolazione dell’ immagine da fototessera, sbordo i confini dell’identità, costretta in una sola immagine di noi stessi come  quella  che sta su di un curriculum

Tuttonando, Barcellona 2010

Questa  è l’immagine scansionate  di una  foto di una stampa A4  appesa sulla porta della mia stanza, per il breve periodo vissuto in Spagna, testimoniava la struggente ricerca di un lavoro. L’immagine in serie,  tipo fototessera è quella utilizzata per i miei curriculum, identico volto per i differenti lavori cercati e i diversi tipi di curriculum. Mascherata per gioco con una penna, un po’ da me e un po’ dalla coinquilina Zagarella, sono emerse molteplici personalità da una sola maschera. Il risultato sottolinea, secondo me, la complessità interiore dell’ individuo e la difficoltà di essere compreso attraverso un curriculum e l’immagine seriale di una fototessera.

di  Maram Al-Masri,  Ti guardo

Abbiamo volti

che portiamo sulle spalle

sulle carte d’identità

nelle foto ricordo

Abbiamo volti

che strappiamo conserviamo

nascondiamo riveliamo

ai quali ci abituiamo che rinneghiamo

che amiamo

e odiamo

Abbiamo volti

che conosciamo…

diciamo: li conosciamo?

pubblicato in Italia nel 2009 da Multimedia Edizioni traduzione dall’arabo di Marianna Salvioli


¿Quién soy yo?
Esta es la foto de una impresión que colgaba en la puerta de mi cuarto, para el período que me quedè en España , Testificó la búsqueda conmovedor para un trabajo. La foto de las imagenes tipo pasaporte, utilizado para mi currículo, tenía la misma cara exacta para diferentes empleos solicitados . Diseñado para jugar con un boligrafo , por mí y compañero de piso Zagarella , asì que múltiples personalidades han surgido a partir de una sola máscara , algunos surrealista. El resultado pone de relieve la complejidad del “individuo y la dificultad de ser comprendido a través de un curriculum vitae y una foto de pasaporte .
Fotografía para comprender mejor quiénes somos
Por lo tanto voy a reemplazar a la biografía de costumbre , que termina con certezas históricas , con esta foto de algunos diseños emblemáticos . Compartiendo con ustedes la idea de cómo la fotografía puede ser un instrumento de análisis , comenzando con si mismo y con tono juguetón con su foto de pasaporte .

Chi sono io?

Tuttonando, Barcellona Spagna, 2010

La Foto Perdidas
A menudo si elige no tomar fotografías , teniendo la oportunidad de hacerlo.
De Foto Perdidas, hay dos tipos ,la primera porque la camara no està al alcance en el momento determinante y la segunda porque elegimos no tomar por razones personales, razones diferentes para cada ocasión. Por desgracia entre las imágenes, los impresos en el soporte de memoria son los más perecederos , la memoria no es infalible .
En estas páginas se desplaza imágenes fotográficas para poder acaba de leer algunos, no impresa con la fotografía, pero volvió a la memoria con la ayuda de la escritura, las imágenes se pierda .
Pensándolo bien , el título de cualquier serie fotográfica es otra cosa que el cuerpo escrito en imágenes de la memoria , las fotos de la señorita que subyacen a las otras imágenes, esas cámaras , completando la visión de otra manera fragmentaria o distorsionada.
Disfrute y feliz lectura.

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