L’immagine latente

La fotografia prova a parlarci di se stessa, ma è inconsapevole, ha bisogno del fotografo. Un fotogramma abbandonato in un cassetto o in soffitta dentro una scatola per decenni, forse mai stampato e quindi ancor più invisibile, conserva un’immagine nascosta. Ritrovato e stampato ci rivela con la sua metafora la caratteristica principale della fotografia analogica, il tempo trascorso dell’immagine latente, quel periodo di tempo nel quale, sul rullino o lastra che sia, vi è depositata un’ immagine invisibile, che termina con la propria visibilità grazie  allo sviluppo chimico. L’ossessione  di raccogliere negativi-spazzatura è ricompensata dalla curiosità di conoscere attraverso le immagini una nuova natura umana, ma la cura della stampa di questi porta  la Fotografia ad autorappresentarsi  come un’ entità indipendente, sovraumana…

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